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La Biblioteca

Siete in un luogo dove il senso e il non-senso occupano gli stessi scaffali.

Una finzione diventata luogo

Nel 1941 lo scrittore argentino Jorge Luis Borges Si apre in una nuova scheda. pubblicò La biblioteca di Babele. Immagina l’universo come una vertiginosa sequenza di sale esagonali, dove ogni libro possibile attende già i propri lettori.

Questo sito dà a quell’idea porte, scaffali e indirizzi. È un’interpretazione digitale indipendente: meno un archivio da completare che un territorio da attraversare.

25 segni in Borges, 29 qui

Nel suo racconto, Borges contava solo 22 lettere perché riprendeva una riduzione proposta dallo scrittore tedesco Kurd Lasswitz e sviluppata in «La biblioteca totale» (1939): eliminare le distinzioni considerate sostituibili — in particolare q e x — insieme a maiuscole, accenti e cifre, e limitare la punteggiatura alla virgola e al punto. Con lo spazio, queste semplificazioni successive conducono a 25 segni.

Questa interpretazione conserva lo spazio, la virgola e il punto, ma ripristina tutte le 26 lettere latine minuscole dalla a alla z. I suoi 29 segni permettono di cercare le grafie contemporanee senza riscrivere le parole che usano lettere escluse da quel modello ridotto.

Tutto è già qui

Immagina un libro qualsiasi. Se può essere scritto con i 29 simboli della Biblioteca e stare in 410 pagine di 3.200 caratteri ciascuna, esiste qui, dalla prima all’ultima posizione. Ci sono i libri del passato. Anche quelli di domani. Persino quello che nessuno penserà mai di scrivere.

Intorno a ciascuno riposano tutte le sue variazioni: una lettera cambiata, una verità rovesciata, un seguito che nessuna mente ha ancora concepito. Qualunque cosa tu immagini, la Biblioteca non la sta aspettando: la contiene già. Qui il tuo pensiero non crea una possibilità; dà finalmente un lettore a uno dei suoi libri.

Tutto, circondato da quasi tutto il resto

La Biblioteca non decide che cosa sia vero. Rende soltanto navigabile il possibile. Il significato comincia quando un lettore sceglie una pagina e la ricorda.

Più grande dell’universo

Qui un libro contiene 410 pagine di 3.200 posizioni ciascuna: 1.312.000 posizioni in tutto. Ciascuna può accogliere uno di 29 simboli: le 26 lettere minuscole dalla a alla z, lo spazio, la virgola e il punto.

291 312 0001,49 × 101 918 666 libri

Si stima che l’universo osservabile contenga circa 10 elevato alla potenza di 80 atomi. Anche assegnando un libro a ciascuno, servirebbero ancora circa 10 elevato alla potenza di 1 918 586 universi simili per dare loro un posto.

Di libro in libro, di scaffale in scaffale, di parete in parete e di sala in sala, la Biblioteca contiene ogni disposizione completa esattamente 1 volta. Una pagina può ricorrere in molti libri, ma ogni possibile libro di 410 pagine ha 1 unico indirizzo.

Orientarsi nell’infinito

Borges non indica il numero delle gallerie né dei livelli della Biblioteca. Per chi la percorre, essi si ripetono senza una fine visibile, mentre la stessa architettura sale sopra e sprofonda sotto.

Sopra, sotto, senza fine

Borges immagina una Biblioteca illimitata e periodica, senza un numero stabilito di sale o livelli. La nostra interpretazione è invece finita e misurabile: tutti i livelli ordinari hanno lo stesso numero esatto di sale.

Oltre questi livelli rimane 1 ultimo livello con 1 sola sala. Contiene 1 libro. Questa sala ha un indirizzo esatto. La troverà?

Numero di sale
(291 312 000 − 1) / 640 +
Numero di livelli
(29656 000 − 1) / 2 560 + 1
Sale per livello
4 × (29656 000 + 1)
Libri per sala ordinaria
640
Vista isometrica di innumerevoli gallerie esagonali piene di libri, unite da ponti e scale a chiocciola, che continuano oltre ogni bordo dell’immagine
Pianta di una galleria esagonale con 4 pareti di 5 scaffali, 2 porte opposte, un asse Q orizzontale e un asse R inclinato di 60°

Perché gli esagoni?

Borges distribuisce 20 scaffali su 4 lati — 5 per lato — e apre un altro lato su un vestibolo. Perché la sequenza continui, il 6º può essere letto come un passaggio opposto. La pianta somiglia così a un favo senza centro né regina: un ordine collettivo perfetto in cui il significato non è mai garantito.

2 livelli per 2 direzioni

Q e R non sono nomi di Borges: sono i 2 assi della nostra mappa esagonale.

Per ogni coordinata (Q, R), immaginate 2 gallerie sovrapposte collegate da scale a pioli. Al livello inferiore, 2 porte opposte permettono di muoversi solo lungo Q; a quello superiore, altre 2 seguono R. Salire o scendere conserva la stessa posizione nella pianta: cambia soltanto la direzione disponibile.

Alternando spostamento, una scala a pioli e nuovo spostamento si può raggiungere ogni galleria della tassellazione, compresa una vicina lungo il 3º asse.

Il collegamento verticale si aggiunge alle 2 porte laterali; se rientrasse in un totale di sole 2 connessioni, la rete resterebbe una semplice linea. Nell’esploratore, Q, R e LIVELLO restano 3 coordinate dirette: questo modello spiega l’architettura senza aggiungere un’altra coordinata all’indirizzo.

Ogni libro ha il suo indirizzo

L’indirizzo conta quanto il testo. Per rendere leggibile questa immensità, collochiamo ogni sala in base al suo livello e alle coordinate Q e R; aggiunga la parete, il ripiano, il numero del libro e quello della pagina: il suo testo, già scritto, La attende da sempre a quell’indirizzo.

LIVELLO / Q / R / PARETE / RIPIANO / LIBRO / PAGINA

Un’architettura che si ripete

Ogni sala ordinaria si apre sulla successiva e ripete lo stesso ordine. Le dimensioni sono fisse; cambia soltanto l’indirizzo.

4
librerie per sala
5
ripiani per libreria
32
libri per ripiano
410
pagine per libro
40
righe per pagina
80
caratteri per riga

Per saperne di più

Questa pagina riconosce anche l’ispirazione della Library of Babel di Jonathan Basile Si apre in una nuova scheda., conservando una scrittura, un’interpretazione e un’esperienza proprie.

Entra senza mappa.

Il caso o una frase cercata sono 2 modi ugualmente validi per iniziare a esplorare.

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